Che cos’è la Progettazione Europea?

Il 4 febbraio è terminato il corso di perfezionamento professionale denominato “Fondi strutturali, Horizon 2020 e Erasmus+, una sfida per il volontariato” tenutosi presso il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Firenze e l’associazione CESVOT.

Con “europrogettazione” si fa riferimento a tutte quelle pratiche di creazione e formulazione destinate alla produzione di progetti europei, ovvero quelle domande indirizzate alla Commissione europea (e a tutte le autorità che si occupano di fondi europei), tramite bandi pubblici nell’ambito comunitario. Possono beneficiarne sia enti pubblici che privati.

Il termine “europrogettazione” nasce intorno agli anni ’90 in Italia con “un progetto finanziato dal Fondo Sociale Europeo, progetto denominato ‘Europelago’, [che] fissò per la prima volta criteri e modalità operative per la formazione dei funzionari pubblici degli enti locali impegnati nella gestione dei fondi europei, e nelle relative modalità di acquisizione degli stessi criteri e modalità in gran parte applicati tuttora”[1].

I programmi dell’Unione Europea sono attuati principalmente attraverso i fondi strutturali e i fondi settoriali. I fondi strutturali sostengono le politiche dell’Unione Europea per il riequilibrio territoriale per ridurre le differenze tra le Regioni più ricche e quelle meno avvantaggiate. I fondi sono gestiti dai singoli Stati membri. Mentre nei fondi di settore sono allocate le risorse per attuare le politiche settoriali promosse dall’Unione Europea. In quest’ultimo caso i fondi sono gestiti direttamente dalla Commissione Europea attraverso i DG.

Durante il corso di perfezionamento professionale, ci siamo soffermati su due programmi europei: Horizon 2020 (campi di ricerca, innovazione e impresa) e Erasmus + (settori della formazione e dell’istruzione). Erasmus + è un “programma dell’Unione Europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020 (Regolamento EU N1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio). Programma integrato diretto a:

  • facilitare l’accesso e promuovere sinergie tra i diversi settori e varie tipologie di progetti;
  • attrarre nuovi attori dal mondo del lavoro e della società civile;
  • stimolare nuove forme di cooperazione”[2].

Un esempio è il progetto Jean Monnet per i finanziamenti di cattedre e centri accademici per rafforzare la formazione negli studi sull’integrazione europea.

Nel caso di Horizon 2020, si fa riferimento alle tipologie di progetti che promuovono la ricerca e l’innovazione.

Le motivazioni che portano a redigere un programma sono molteplici. In primo luogo, un programma è una serie di compiti interconnessi che vanno eseguiti in un tempo prestabilito nel rispetto di costi fissi e altre tipologie di limitazioni. Le cause principali per cui si presenta un programma generalmente riguardano l’accesso ai fondi europei, la costruzione di un network a livello europeo e un accrescimento delle competenze e possibilità. Quando si affronta il tema della progettazione europea, non si può non trattare la tematica del project cycle management.  Si tratta di un approccio logico sistematico volto ad attuare attività con l’utilizzo di una metodologia per la creazione e valutazione dei progetti. Si tratta di un approccio in cui si cerca di minimizzare i rischi ed è volto a descrivere le procedure del decision-making e le attività di management. Le fasi del  project cycle sono le seguenti: “programmazione, identificazione, formulazione, finanziamento, realizzazione, valutazione”[3].

Una ulteriore tematica da affrontare concerne la creazione di un partenariato. La prima fase riguarda la ricerca di un partner (sia pubblico che privato) al progetto per finalità di sviluppo economico, di integrazione sociale. Una forma di partecipazione per il raggiungimento di finalità condivise. “Fra le politiche europee […] il partenariato è infatti uno dei principi di riferimento della politica europea di coesione economica e sociale. Questo principio è stato introdotto nella normativa di riferimento fin dalla riforma dei fondi strutturali del 1988. […] Da un lato, il regolamento stabilisce che il partenariato debba riguardare tutte le fasi di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi operativi, dall’altro, che spetta a ciascuno Stato membro il compito di designare i partner più rappresentativi”[4].

 

Valentina Roselli

[1] Wikipedia, voce: Europrogettazione.

[2] Slides D.ssa Anna Rodeghiero, “Corso di progettazione europea – 2 edizione. Una sfida per il volontariato, Horizon 2020, Erasmus +”, pag. 2, Firenze, 4 novembre 2016.

[3] European Commission, http://ec.europa.eu

[4] Wikipedia, voce: Il partenariato socio economico nei fondi strutturali.

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