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Il sistema sanitario europeo: la condizione degli immigrati clandestini

Valori quali il rispetto dei diritti e della dignità umana e del principio di uguaglianza sono alla base dell’Unione Europea. Ma una breve analisi mostra come il sistema sanitario pensato per aiutare gli immigrati clandestini non si integri con questi concetti.

L’immigrazione clandestina è un tema molto caldo in questi giorni. Ogni giorno i confini dell’Unione Europea sono attraversati da una moltitudine di immigrati, spesso clandestini, che richiedono assistenza sanitaria. Ma il sistema sanitario europeo è in grado di far fronte a questa emergenza?

Gli immigrati clandestini sono uno dei gruppi sociali maggiormente esposti ai problemi di salute. Lo status giuridico di “irregolari” e la evidente mancanza di risorse economiche sono le ragioni principali che non consentono loro di godere degli stessi diritti e privilegi di un comune cittadino.

L’accesso ai sistemi di assistenza sanitaria degli Stati in cui si recano è infatti solo parziale. Le prestazioni di cui possono usufruire sono in genere limitate all’assistenza medica in situazioni di manifesto pericolo per la propria vita.

Per effetto delle enormi privazioni a cui sono sottoposti durante le traversate, questi individui sono esposti a molti rischi per la propria salute tra cui emergono malattie epidemiche, l’insorgere di difficoltà legate agli stati di gravidanza, malattie dei bambini e problemi psicologici. Risultano inoltre maggiormente vulnerabili all’HIV e all’AIDS.

All’interno dell’UE, alcuni Paesi hanno creato dei sistemi che cercano di affrontare la questione. A questo proposito, il Governo Italiano ha istituito uno schema in cui ai cittadini stranieri presenti illegalmente in Italia viene assegnato un codice di identificazione, denominato STP (Straniero Temporaneamente Presente), valido per 6 mesi e rinnovabile. Il suo possesso comporta alcuni benefici tra i quali la parziale esenzione del ticket in caso di impossibilità a pagarlo. Oltre a ciò, la firma di una “dichiarazione di indigenza”, valida anch’essa per sei mesi, li esenta dal pagamento di qualsiasi importo e rende loro possibile la fruizione di servizi che includano la gravidanza, l’assistenza sanitaria di base o la cura di condizioni invalidanti.

Aide Médicale État è, invece, il programma messo a punto dallo Stato francese. Anch’esso mira a fornire agli immigrati irregolari servizi sanitari gratuiti.

Come è ormai ben noto, Paesi come l’Italia non sono altro che luoghi di passaggio verso mete più ambite come Svezia e Danimarca.

Purtroppo proprio in questi ultimi paesi le condizioni garantite agli immigrati clandestini sono meno favorevoli. In Svezia, ad esempio, dispongono di una copertura sanitaria molto limitata. Solo dal luglio 2013, gli immigrati sprovvisti di documenti hanno diritto a ricevere dei sussidi per affrontare alcune cure mediche, e soltanto i minori hanno gli stessi diritti dei cittadini svedesi.

In Danimarca la situazione è anche peggiore. Richiedenti asilo e stranieri senza legale residenza, sebbene esista un Servizio Immigrazione Danese che garantisce trattamenti di emergenza ai clandestini adulti, non sono coperti dal sistema sanitario nazionale. Fanno eccezione i minori che, come nel caso svedese, hanno diritto alla copertura sanitaria.

Questa breve analisi mette in luce la mancanza di una strategia politica comune sulla questione, il che causa notevoli difficoltà nella gestione del fenomeno migratorio nonché consistenti violazioni dei diritti degli immigrati. LArticolo 35 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea lascia l’istituzione di norme per l’accesso alle cure sanitarie nelle mani dei legislatori nazionali.

Il suddetto articolo afferma a tal proposito afferma che “ognuno ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e il diritto di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Un livello elevato di protezione della salute umana deve essere garantito nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche e attività dell’Unione”.

La frammentazione dell’attuale sistema non è coerente con i principi e i valori che sostengono le istituzioni dell’Unione Europea. Espressioni quali “rispetto della dignità umana e dei diritti umani”, “rispetto del principio di uguaglianza”, rappresentano i concetti fondamentali su cui si regge l’Unione Europea. Tali idee, tuttavia, rischiano di perdere la loro integrità quando si scontrano con una mentalità chiusa unita ad interessi politici e finanziari contrastanti.

Il tema sanitario, in particolare in relazione ai migranti clandestini, ben rappresenta le criticità della più ampia questione immigrazione. Per questa ragione, ed in quanto proiezione dei diritti umani e del principio di uguaglianza, dovrebbe ricevere priorità assoluta ed univoca risposta.

Pietro Dionisio