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Studiare in UK con la Brexit – Intervista a Maria Giulia Millesimi

di Giulia Maini

Con l’uscita dall’Unione europea, il governo di Londra, come è noto, ha deciso di ritirarsi dal programma Erasmus. Ma per gli universitari europei nel Regno Unito il cambiamento maggiore (e peggiore) della Brexit riguarda il portafoglio: per loro, infatti, non varrà più lo status da stranieri “privilegiati” riconosciuto ai cittadini Ue, status che finora ha permesso loro di pagare rette annuali (e spese connesse) alla stregua degli studenti di Sua Maestà. Lo status adesso sarà quello di studenti di Paesi terzi (“overseas”), che significa costi più che raddoppiati.

Il Regno Unito vanta alcune delle università più prestigiose e antiche del mondo. Oxford e Cambridge sono solo due degli atenei più rinomati e, insieme all’University College e all’Imperial College di Londra, si trovano nei primi dieci posti della classifica QS World University Rankings. Non stupisce dunque che negli ultimi anni il paese sia stato la seconda destinazione mondiale più popolare per gli studenti internazionali. Nell’anno accademico 2019/20 sono stati 538.600 i giovani che si sono recati oltremanica per completare la propria formazione, una cifra che rappresenta il 22% della popolazione studentesca complessiva britannica; tra questi, circa 143.000 europei, complice evidentemente lo status privilegiato legato alla cittadinanza Ue.

Tra gli studenti europei che hanno deciso di intraprendere il loro percorso di studi nel Regno Unito, c’è Maria Giulia Millesimi, una ragazza di Rieti che nel 2018, dopo il diploma di maturità classica si è trasferita a Brighton, nel Sussex, per conseguire una laurea triennale in scienze biomediche. Abbiamo parlato con lei dei motivi che l’hanno spinta a scegliere l’Inghilterra come meta di studio: quanto segue è il racconto della sua esperienza.

 

Ciao Maria Giulia, grazie per averci concesso questa chiacchierata! Perché hai scelto l’Inghilterra e non l’Italia per il tuo percorso di studi?

Innanzitutto, grazie per avermi coinvolta! L’idea di trasferirmi in Inghilterra mi venne per la prima volta nel 2016, quando a sedici anni mi recai a Brighton per un corso estivo di inglese. Da allora mi innamorai della città e mi ripromisi di trasferirmici in futuro. La mia decisione fu fortemente influenzata dal mio desiderio di voler intraprendere una carriera nel mondo della ricerca scientifica, ambito che in Italia non è finanziato e è sottoposto a continui tagli importanti.

Come sei venuta a conoscenza del corso universitario?

Parlandone con una ragazza di Rieti. Ci ritrovammo a Brighton nel periodo della mia vacanza-studio. Lei stava conseguendo la triennale in scienze biomediche presso l’Università di Brighton e mentre mi parlava della sua facoltà, decisi che quella sarebbe stata la strada da intraprendere. Sentendo che l’università inglese garantiva da subito una formazione imperniata sulla tecnica laboratoriale, e venendo a conoscenza del prestigio che quell’ateneo gode nell’ambito delle bioscienze, decisi di iscrivermi a Sussex.

Dopo aver preso questa decisione è stato facile reperire tutte le informazioni necessarie per l’iscrizione? E quali erano le procedure da seguire in qualità di studentessa europea?

Nel sistema inglese, quando ci si vuole iscrivere ad una triennale bisogna compilare un modulo di iscrizione tramite il sito Ucas, dove è possibile inserire al massimo 5 preferenze universitarie. I moduli, se ben ricordo, devono essere compilati entro il 15 gennaio, mentre le università hanno tempo fino a maggio per far sapere al candidato se è stato preso o meno. Devo dire che la mia esperienza è stata molto positiva e scorrevole, non solo sul sito è possibile accedere a qualsiasi tipo di informazione si voglia avere, ma le singole università hanno anche degli uffici di supporto (da contattare tramite e-mail o telefono) che aiutano gli studenti nel chiarire qualsiasi dubbio riguardo i moduli da compilare. Grazie al sito Ucas, le procedure per fare domanda presso le università inglesi sono le medesime sia per gli inglesi, che per gli studenti europei o extra-europei. L’unica differenza sta nel fatto che gli studenti stranieri devono fornire un attestato che certifichi una buona conoscenza della lingua inglese.

Quali documenti erano richiesti?

A livello formale-burocratico, sono richiesti solamente i documenti di identità e le pagelle degli anni liceali, spiegando come funziona il sistema di voti italiano e con quanto ci si aspetta di diplomarsi. Fondamentale, al momento dell’iscrizione, è ciò che viene definito “Personal Statement”, ovvero una lettera di presentazione nella quale bisogna indicare i motivi per i quali si è un buon candidato per la facoltà scelta, quali siano i propri punti di forza, e fare l’esempio di una situazione avversa nel quale ci si è saputi distinguere.  Oltre la lettera di presentazione viene richiesta una lettera di referenza da parte di un professore o datore di lavoro che possa confermare la validità del candidato.

Quando ti sei iscritta, il Regno Unito faceva ancora parte dell’Ue: puoi dirci qualcosa riguardo ai costi in quel periodo?

Sia per gli studenti inglesi, che per quelli europei al tempo, le tasse universitarie possono arrivare ad un tetto massimo di circa 9mila sterline annue, a discrezione dell’università nella quale si manda richiesta di iscrizione.

Davvero gli studenti europei venivano equiparati agli studenti inglesi?

Sì, il numero di servizi a cui si poteva accedere era il medesimo sia per gli studenti inglesi che per quelli europei. Inoltre, come per gli inglesi, agli europei era concesso richiedere il prestito d’onore (un finanziamento che copre il costo del corso di studi, che lo studente deve rimborsare, in piccolissime rate mensili, dopo aver finito l’università e non prima di aver trovato un lavoro, ndr). Inoltre, poiché l’Inghilterra era uno Stato membro dell’Ue non ho dovuto pagare nessuna assicurazione sanitaria.

A proposito di prestito d’onore, hai potuto richiederlo?

Sì, agli studenti europei era garantito l’accesso al servizio di Student Finance UK. Un servizio del Governo inglese permette di contrarre un debito con l’SLC (Students Loan Company), che elargisce agli studenti un prestito d’onore per conseguire gli studi. Al termine del percorso universitario, viene richiesto allo studente di ripagare il proprio debito solo se egli guadagna uno stipendio lordo a partire da 511 sterline a settimana o circa 2mila sterline mensili, pagando il 9% sulla quota di superamento della soglia salariale imposta. (Ad esempio, se si guadagnano 89 sterline settimanali in più rispetto al minimo imposto, al debitore verranno richieste 8 sterline settimanali.) Qualora lo studente non raggiunga la soglia minima di guadagno, non gli verrà richiesto di pagare il prestito.

Hai potuto indicare l’Inghilterra come domicilio?

Sì, mi è stata data l’opportunità di segnalare la mia abitazione come domicilio temporaneo (“term time address”) tramite il sito web della mia università!

Con la Brexit, ti hanno comunicato cambiamenti rispetto al tuo status?

Siccome abito in Inghilterra dal 2018, nel 2019 ho potuto iscrivermi al “pre-settled status”, una sorta di visto temporaneo (di durata quinquennale) che mi permette di accedere e vivere nel Regno Unito senza costi aggiuntivi. Qualificarsi per il pre-settled status è stato abbastanza facile, in quanto ho solo dovuto inviare documenti che testimoniassero la mia nazionalità europea, il mio status da studentessa e che avessi domicilio in Inghilterra. Al termine dei cinque anni, i cittadini europei possono decidere di fare domanda per acquisire la cittadinanza inglese (prima di giugno 2021), oppure fare domanda per il “settled status”. A differenza del pre-settled, per accedere al settled bisogna dimostrare di aver vissuto nel Regno Unito da almeno cinque anni in maniera continuativa o di avere un permesso di residenza permanente.

Hai partecipato al progetto Erasmus+? Sai che il Regno Unito ha deciso di uscire dal programma?

No, nonostante fosse ancora possibile all’epoca poiché non mi affascinavano i corsi presentati dalle università convenzionate. So della decisione di Johnson (Boris, primo ministro del Regno Unito, ndr) di uscire dal programma e credo che con questa decisione l’Inghilterra stia precludendo ai suoi cittadini (e viceversa, agli studenti europei) di poter fare un’esperienza di crescita personale tutelata anche dall’ambiente europeo.

Consiglieresti il percorso di studio in Inghilterra?

A causa della situazione politica ed economica attuale, trovo sarebbe molto sfavorevole dal punto di vista economico iniziare un percorso di studi in Inghilterra. Purtroppo, a causa della Brexit, non solo a partire da Agosto 2021 non sarà più possibile richiedere un prestito d’onore, ma si verrà contati come studenti internazionali, facendo sì che le tasse annuali universitarie ammontino intorno alle 20 mila sterline annue. Ai costi universitari, si andranno ad aggiungere anche i costi relativi alla richiesta di un visto studentesco se si arriva nel Paese dopo il 30 giugno 2021, più quelli dell’assicurazione sanitaria.

Prendendo in considerazione i cambiamenti e l’aumento dei costi faresti la stessa scelta o pensi non ne valga la pena?

Già prima di partire nel 2018 ero conscia del fatto che la Brexit sarebbe stata una possibilità (possibilità e non certezza in quanto, nonostante il referendum del 2016, si sperava che un’ulteriore possibilità di voto avrebbe ribaltato il risultato, ma ero anche consapevole di poter godere del mio status di europea, quindi sì, rifarei la stessa scelta. Tuttavia, se dovessi trasferirmi quest’anno per la prima volta, non lo farei.

Hai incontrato molti studenti europei nella tua università?

Certamente gli studenti inglesi sono in maggior numero, ma nei miei tre anni a Sussex ho avuto l’opportunità di incontrare molti studenti europei. Non so se sia dovuto al fatto che Brighton sia una città molto internazionale o sia comune anche nelle altre università inglesi, ma direi che c’è un afflusso numeroso di studenti europei nella mia università.

Secondo te la Brexit avrà un impatto nella diminuzione di studenti europei in Inghilterra?

Indubbiamente, visti i costi proibitivi dei corsi che verranno imposti agli studenti: nonostante l’Inghilterra vanti di avere Università e facoltà molto prestigiose, non credo che molti studenti decideranno di studiare nell’Isola.

In teoria è una domanda che non si dovrebbe mai fare, ma a che punto sei del tuo percorso di studi?

La mia laurea è prevista per luglio di quest’anno!

Quindi sei agli sgoccioli! Te la senti di fare un bilancio della tua esperienza?

La mia esperienza è stata positiva, nonostante l’emergenza Covid-19 che mi ha costretta a tornare in Italia. Sono molto contenta di aver scelto di studiare scienze biomediche all’Università del Sussex. Mi rattrista molto sapere che lascerò il Paese, ma sono grata di aver avuto l’opportunità di entrare a contatto con persone meravigliose che mi hanno guidato nell’ambientarmi in una nuova cultura. Mi rattrista sapere che con la Brexit, molti studenti europei non potranno provare le stesse esperienze che ho avuto la fortuna di fare e spero che in futuro verranno ideate delle agevolazioni per far sì che l’afflusso di studenti internazionali rimanga costante.

Grazie per questa chiacchierata Maria Giulia, ti auguriamo il meglio e in bocca al lupo per il futuro!
Grazie a voi di questa opportunità! Viva il lupo!

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